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20 novembre 2011 7 20 /11 /novembre /2011 17:32

 

  • 1
    Senza dubbio il modo più soddisfacente per avere informazioni complete sull’andamento scolastico di vostro figlio è il colloquio a tu per tu con l’insegnante. A differenza dei voti e della pagella, un colloquio personale permette di esaminare a fondo con calma tutti gli aspetti del rendimento scolastico del ragazzo.
  • 2
    Il colloquio dà ai genitori la possibilità di rivolgere all’insegnante domande su qualsiasi particolare e di giungere perciò, a una completa comprensione del loro figliolo. Inoltre permette all’insegnante di chiarire meglio i suoi punti di vista, di presentare lavori eseguiti a scuola dal bambino, i disegni, i compiti scritti e simili.
  • 3
    I genitori e l’insegnante possono concordare un comune piano d’azione per il futuro, allo scopo di favorire il pieno sviluppo intellettuale del bambino. Nonostante i grandi vantaggi del colloquio diretto genitori-insegnante, solo raramente si riesce a trovare il modo di sfruttare a pieno questo mezzo tanto efficace.
  • 4
    L’ostacolo più grande è la mancanza di tempo. E’ chiaro che l’insegnante non può nella stessa mattinata far lezione ai ragazzi e parlare a lungo con i genitori. Da qui la necessità di trovare altre ore disponibili.
  • 5
    E’ per questo che il direttore o il preside della scuola stabilisce in accordo con l’insegnante un’ora alla settimana in cui i genitori possono conferire tranquillamente col maestro o professore del proprio figlio.
  • 6
    A volte, però, i genitori che chiedono udienza all’insegnante sono numerosi, e allora i colloqui si svolgono purtroppo affrettatamente e i risultati sono meno soddisfacenti di quanto potrebbe essere utile.
  • 7
    Da qui la necessità da parte dei genitori di recarsi molto spesso a parlare con l’insegnante in modo che attraverso frequenti, anche se brevi, colloqui si possa realizzare quella perfetta collaborazione tra scuola e famiglia così necessaria per l’educazione del bambino.
  • 8
    Spesso le ore di visita fissate dall’insegnante non coincidono con l’orario lavoro dei genitori; in questo caso sarà bene che il bambino renda nota all’insegnante la situazione, in maniera che si possano stabilire contatti telefonici, o incontri in ore diverse da quelle fissate.
  • 9
    Purtroppo molti genitori danno una reale importanza solo alle pagelle e perciò non capiscono il grande valore di questi colloqui, dove spesso non si dovrebbe solo accennare alle votazioni riportate dall’alunno, ma parlare soprattutto del suo carattere e del suo comportamento.
  • 10
    Vi sono poi madri e padri che pur avendo appreso una quantità di notizie sul comportamento scolastico del figlio, non sanno avvantaggiarsene per collaborare con l’insegnate all’educazione del ragazzo.
  • 11
    Altri genitori hanno timore di parlare con gli insegnanti di loro figlio. Ricordando i tempi in cui i loro genitori venivano convocati a scuola solo quando c’era da ascoltare qualche lamentela, temono il colloquio persuasi che si riduca soltanto a una critica pedante.
  • 12
    Questi colloqui vengono, a volte, integrati da riunioni collettive di tutti i genitori degli alunni di una data scuola, e sotto la direzione del preside o del direttore si tengono discussioni sui principali problemi che riguardano i ragazzi.
  • 13
    Il fatto che colloqui e riunioni siano destinati a tutti i genitori e non soltanto a quelli i cui figli non danno un ottimo rendimento scolastico, serve a diminuire la tensione e a stabilire una migliore collaborazione tra scuola e famiglia.
  • 14
    Il colloquio non è facile né per i genitori né per gli insegnanti. Il problema si semplifica quando si tratta di quei ragazzi che non si presentano difficoltà di nessun genere. Questi casi costituiscono eccezioni.
  • 15
    Quasi tutti i ragazzi hanno lati che potrebbero migliorare se gli adulti riuscissero a trovare un sistema migliore per guidarli. E’ inevitabile che una discussione su problemi di questo genere sembra implicare un certo atteggiamento critico verso l’operato, sia della famiglia, sia della scuola.
  • 16
    E la maggior parte di noi, sia l’insegnanti che genitori, troviamo difficile accettare tutto ciò che sa di critica. Perchè il colloquio riesca utile occorre che l’insegnante usi tatto, trattando con molta cautela problemi che i genitori non sono in grado di capire.
  • 17
    Da parte dei genitori, si richiede fiducia nell’insegnante e la convinzione che egli non vuole e non cerca che il bene del ragazzo, proprio come loro. Questa maturità reciproca da parte dei genitori e dell’insegnante non è facile da raggiungere.
  • 18
    Occorre esperienza di collaborazione prima che gli adulti possano discutere una questione senza difficoltà, con fiducia e comprensione reciproca. Quando gli insegnanti hanno avuto l’occasione di conversare amichevolmente coi genitori durante i colloqui settimanali e le riunioni scolastiche o in altre occasioni.
  • 19
    Quando insomma il colloquio non è l’unico, ma uno dei tanti incontri, allora produce generalmente buoni risultati. I genitori possono contribuire notevolmente a rendere molto più utile il colloquio, prendendo l’iniziativa di conoscere l’insegnante, prima che venga il giorno destinato al colloquio ufficiale.
  • 20
    E’ importante che genitore ed insegnanti abbiano una visione realistica dei risultati di un colloquio. Un fine è evidente; il colloquio dovrebbe dare ai genitori un quadro completo e chiaro del bambino a scuola: come agisce, come si comporta con gli adulti e con i compagni, quali sono i punti deboli e quali le doti, in quali settori ha fatto progressi ed in quali è in ritardo.
  • 21
    Certamente i genitori dovrebbero sentirsi liberi di porre qualsiasi domanda, senza esitare per timore di passare il “limite”. Il colloquio è per la famiglia, l’occasione di avere un rapporto diretto dall’unica persona che è “sul posto”, cioè l’insegnante.
  • 22
    Allo stesso modo, esso dà all’insegnante la possibilità di ampliare le proprie cognizioni sulla vita che il bambino conduce in famiglia e sulle sue esperienze extra-scolastiche: così potrà capirlo meglio.
  • 23
    Per essere realistici, tuttavia, bisogna ammettere che raramente in un colloquio si riesca a passare in rassegna tutti i punti che dovrebbero essere discussi. Al termine di un colloquio, i genitori e l’insegnante dovrebbero essere persuasi che c’è stato uno scambio di informazioni molto utile ed aperto, e che si è spianata la via per ulteriori e forse più utili incontri.
  • 24
    Il colloquio non si fa solo per riferire sull’andamento passato, ma anche per mettere a punto i progetti per il futuro. Ed in questo, occorre molto realismo. L’insegnante ha il pù delle volte una buona capacità professionale e una grande esperienza.
  • 25
    I genitori conoscono bene il proprio figlio, ma nessuna delle due parti può fare miracoli. Durante un qualsiasi colloquio, né i genitori né gli insegnanti potranno ideare o attuare un piano che risolva tutti i problemi del bambino.
  • 26
    Molti incontri dovrebbero concludersi semplicemente col proposito che tanto gli uni che gli altri continuino a pensare e a meditare. Questo è forse il risultato più soddisfacente, anche se non accontenterà coloro che ritengono semplici i problemi della vita.
  • 27
    Una regola fondamentale che genitori ed insegnanti devono imparare assolutamente è quella di andare cauti con le soluzioni troppo semplici: di rado, infatti, esse toccano davvero il nocciolo della questione.
  • 28
    Lo scambio d’informazioni e la volontà di continuare a cercare le soluzioni e ad incontrarsi in via ufficiale e in via amichevole, porteranno ad un miglioramento nella vita di un ragazzo anche se al termine di un colloquio si è avuta l’impressione di aver concluso poco.

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Published by ciro.uliano - in Scuola e Università
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