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5 gennaio 2013 6 05 /01 /gennaio /2013 23:58

Italiani: popolo di santi e navigatori, poeti e schermidori. Il Belpaese è il posto ideale se si vuole imparare a tirare di scherma, una disciplina dalle origini medievali, che da arte guerriera è divenuta esclusivamente sportiva solamente nel secolo scorso. I migliori centri del Paese per imparare a tirare di scherma si trovano a Jesi (Ancona), da dove provengono campioni del calibro di Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Elisa Di Francisca e Stefano Cerioni solo per fare qualche nome, ma anche a Roma, Livorno e Venezia. Imparare a tirare richiede una grande dedizione e soprattutto una ferrea disciplina, per uno sport che più di tanti altri riesce ad educare e insegnare uno stile di vita rispettoso a chi lo pratica.

Scopri come fare:

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La scherma moderna consta di tre tipologie di arma e quindi di tre diverse varianti del regolamento per ciascuna di esse: fioretto, spada e sciabola. Per tutte le armi però, gli incontri nei tornei più importanti si disputano sulla lunghezza di tre tempi effettivi di tre minuti ciascuno. Lo scopo è arrivare a 15 stoccate, oppure di avere almeno una stoccata più dell’avversario al termine dei nove minuti complessivi di assalto. Se allo scadere del cronometro sussiste una situazione di parità, i due schermidori si giocano la vittoria in un assalto di un minuto con la possibilità di mettere a segno una sola stoccata. Vigesse ancora la parità, vincerebbe chi dei due ha ottenuto il vantaggio, ossia più semplicemente, che è stato sorteggiato. Le regole comuni non finiscono qui: al “via” dell’arbitro (coadiuvato anche dai giudici di gara seduti al tavolo con i cronometristi) parte l’assalto e i due schermidori continuano fino a che non mettono a segno una stoccata, non commettono un’infrazione, non si toccano con i corpi o non oltrepassano con entrambi i piedi la linea posta a fondo pedana (lunga 14 metri e larga circa 2).

Occorrono:
Maschera Tenuta di gara (Giubbotto, pantaloni)
Coprigiubbotto elettrificato Guanti imbottiti
Calzettoni Filo elettrico
2
Le regole della scherma  

Ma cos’è una stoccata? Lo scopo della scherma è toccare con l’arma il proprio avversario, ossia mettere a segno una stoccata appunto, prima che questi possa toccare a sua volta. Per ogni arma cambia il luogo dove colpire e la parte dell’arma con la quale lo si può toccare. Con il fioretto si può colpire solo con la punta e il bersaglio valido è rappresentato dal busto e dal tronco dell’avversario. Si dice che il fioretto è una arma in cui vige la convenzione, perché nel caso entrambi i contendenti riescano a portare a segno la stoccata, il punto va a quello che ha portato l’attacco, ossia in parole povere a chi si è mosso prima e con decisione, salvo che questo non abbia subito una parata e risposta. Anche nella spada si può colpire solamente di punta, ma in questo caso il bersaglio valido è tutto il corpo, compresi la maschera e gli arti, e non vige la convenzione, ossia mette a segno il punto chi tocca per primo. In quest’arma esiste pero il colpo doppio, ossia la possibilità di assegnare una stoccata simultanea ad entrambi i contendenti. Resta la sciabola, l’arma più moderna e muscolare, che è anche l’unica con cui si può colpire anche di taglio e con la parte posteriore della lama. In questo caso il bersaglio valido è rappresentato dal tronco in su, comprese le braccia e la maschera.

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Le regole della scherma

L’equipaggiamento dello schermidore è abbastanza complesso, in quanto deve rispondere a severi requisiti di sicurezza.  Importantissima la maschera a protezione del volto, composta da una rete a maglie di metallo o da una visiera trasparente, e da una gorgiera a protezione del collo.  Si ha poi una tenuta di gara con giubbotto, coprigiubbotto e pantaloni, tutti realizzati in kevlar per evitare che vengano perforati dalle armi.  Gli uomini possono poi indossare sotto la tenuta una conchiglia, mentre le donne una protezione per il petto.  Entrambi i sessi indossano guanti imbottiti e calzettoni alti fino al ginocchio.  Un tempo i giudici valutavano le stoccate affidandosi solo alla loro abilità nel vederle, oggi invece le tute sono elettrificate e collegate da un cavo al sistema di rilevamento dei punteggi.  Cavo che è però destinato ad essere soppiantato dalla più moderna tecnologia wireless

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Published by ciro.uliano
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