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3 aprile 2013 3 03 /04 /aprile /2013 13:21

 


Il pensiero di Charles Wright Mills  

Charles Wright Mills (1916-1962) è stato un sociologo americano, ricordato soprattutto per il fatto di aver studiato la struttura del potere negli Stati Uniti. Nella sua opera principale The Power Elite (Le élite del potere) ha cercato di dimostrare che il potere si è centralizzato in tutti gli ambiti della vita americana. La struttura del potere, secondo il suo pensiero, è costituita dalla élite economica, politica e militare. Foto: www.articulo.mercadolibre.com.ar

Scopri come fare:

  • 1

    Per "élite", Mills intende le persone che si trovano al vertice delle istituzioni le quali, essendo una minoranza organizzata, condividono determinati valori comuni. La loro però è un'alleanza effimera, in quanto sostenuta soltanto dai comuni punti di vista rispetto al mondo. Quindi possiamo affermare che le élite del potere, secondo Mills, sono coloro che occupano le posizioni dominanti, nelle istituzioni dominanti. A causa dell'interscambiabilità delle posizioni dei vertici, i membri al potere sviluppano una coscienza di classe e una cultura di interessi, guidata da una cultura militarizzata (ciò che Mills chiama metafisica militare).

  • 2

    Altra opera molto importante è intitolata White Collars: The American Middle Classes (Colletti bianchi: il ceto medio americano), nella quale sostiene che la burocrazia ha travolto i lavoratori della classe media privandoli di ogni pensiero personale, mettendoli sotto pressione psicologica. Egli afferma che esistono tre tipi di potere all'interno dei luoghi di lavoro: la coercizione (o forza fisica), l'autorità e la manipolazione. La forma di società ideale per Mills, era quella presente negli Stati Uniti durante il post-pionierismo, durante il quale piccole comunità si appoggiavano ad un potere instabile dovuto alla competizione di élite sullo stesso territorio. Questo provocava un decentramento del potere e una conseguente partecipazione alle decisioni da parte di tutti.

  • 3

    L'ultimo libro che possiamo menzionare, giudicato il più importante, si intitola The Sociological Imagination (L'immaginazione sociologica), nel quale individua tre componenti dell'immaginazione sociologica: la storia (come viene in essere e come si evolve), la biografia (quale tipo di persona può vivere in una determinata società) e la struttura sociale (quali sono le istituzioni che prevalgono, come esercitano il loto potere, come collaborano, ecc..)  Per "immaginazione sociologica" egli intende il comprendere ciò che ci succede nell'immediato, inserendolo nel contesto di ciò che accade nel mondo, per poter capire le relazioni tra le varie strutture sociali e il mutamento storico. 

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2 aprile 2013 2 02 /04 /aprile /2013 10:22

 


Come riversare VHS su DVD  

Le videocassette VHS rappresentano la modalità di registrazione dei video che ha preceduto l'attuale generazione che invece prevede i DVD. La sigla VHS sta per Video Home System, mentre quella DVD sta per Digital Versatile Disc. Per il tipo di tecnologia adottata, i nastri VHS sono soggetti ad un rischio di deterioramento sensibilmente maggiore di quello stimato per un supporto DVD. Emerge quindi in modo significativo l'esigenza di trasferire, in termini tecnici si parla di riversare, i contenuti registrati precedentemente su una videocassetta all'interno di un disco di tipo DVD. E in questa guida vediamo proprio come effettuare questo riversamento tra differenti supporti.

Scopri come fare:

  • 1
    Come riversare VHS su DVD  

    Le modalità per effettuare l'operazione di trasferimento oggetto di questa guida sono certamente più di una. Alcune necessitano di un computer, per altre invece non è necessaria la presenza di un PC. Passiamo in rassegna quindi le differenti possibilità disponibili. La più semplice è quella che prevede lo sfruttamento dei cosiddetti dispositivi combo, in cui cioè sono presenti, all'interno della stessa apparecchiatura elettronica, un videoregistratore e un lettore/scrittore di DVD. In questo caso è tutto molto facile, in quanto è sufficiente inserire il supporto VHS (cioè la videocassetta) nel videoregistratore, premere il tasto Play e, nel contempo, premere il tasto Rec, che sta per Record, sullo scrittore di DVD. In questo modo ciò che viene letto nel primo viene immediatamente memorizzato in modo permanente sul secondo, quindi effettivamente sul DVD.

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    Nel caso in cui l'unità ottica che è destinata a registrare il DVD sia invece esterna rispetto al videoregistratore che provvede alla lettura della videocassetta originale, è necessario procedere ad una serie di collegamenti elementari. Essenzialmente poi si dovrà avere a disposizione un'unità che si occupa di trasformare i segnali analogici in uscita dal videoregistratore nel formato digitale necessario per la memorizzazione su una chiavetta USB o direttamente sul disco fisso del personal computer.

  • 3

    I collegamenti di cui accennavo nel passo precedente della guida sono i seguenti: collegamento out-in di un cavo giallo che trasporta il contenuto video da trasferire, collegamenti out-in di un cavo rosso e di uno bianco per il trasferimento dei contenuti sonori relativi  Una volta effettuate queste semplici connessioni, sarà usualmente solo necessario premere un tasto di tipo Rec sull'unità di trasformazione analogico-digitale prima descritta   Dopo qualche minuto il formato digitale della videocassetta replicata sarà a disposizione su un'unità mobile o fissa del PC  Utilizzando poi dei programmi per la masterizzazione di DVD, sarà possibile creare effettivamente il DVD che conterrà il riversamento dei contenuti presenti sulla VHS di partenza. 

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1 aprile 2013 1 01 /04 /aprile /2013 21:15

 

Molte delle lamentele degli utenti di YouTube riguardano proprio la presenza della fastidiosa pubblicità prima di ogni video. Inizialmente erano presenti piccoli banner nella parte bassa dei video che si potevano chiudere facilmente mentre ora la pubblicità prima dei video di YouTube sono dei veri e propri spot pubblicitari che infastidiscono non poco gli utenti.

Google, proprietario anche di YuoTube, ha deciso di inserire spot pubblicitari su questa piattaforma video, costringendo la loro visualizzazione prima di iniziare la riproduzione del video scelto. 

Oggi vedremo come bloccare questa pubblicità su vari broswer come Google Chrome e Mozilla Firefox.
Le estensioni più usate sono sicuramente AdBlock per Firefox e Chrome, mentre TubeStop disponibile solo per Mozilla Firefox.
Partiamo col vedere di cosa avremo bisogno su entrambi i broswer:

• Per prima cosa scarichiamo l’estensione AdBlock per Chrome o per Mozilla Firefox
• Una volta scaricata, l’estensione si auto installerà, e comparirà una manina con un cerchio rosso in alto a destra del broswer.

Adesso non rimane che fare la prova del nove ed andare su youtube, e vedere come effettivamente i video partiranno senza spot pubblicitari, in modo da poterci godere tutta la nostra selezione senza la fastidiosa pubblicità.

Ricordiamo inoltre che AdBlock non blocca solamente la pubblicità prima dei video di YouTube ma anche la pubblicità, i banner pubblicitari e i fastidiosi popup durante la navigazione. Uno strumento quindi completo utile non sono per il fine con il quale è stato citato in questo articolo.

Un’altra estensione per Mozilla Firefox che sta prendendo piede realizzata appositamente per rimuovere la pubblicità prima di un video di YouTube è TubeStop, anche questa addons si auto installa e si configura molto semplicemente, ecco il link per effettuare il Download.

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31 marzo 2013 7 31 /03 /marzo /2013 17:58

 

Come organizzare una vacanza a Panarea  

Panarea è un'isoletta delle Eolie, appartenente al Comune di Lipari, di origine vulcanica. E' una meta turistica molto gettonata soprattutto durante il periodo estivo, durante il quale potete visitare il centro caratterizzato da negozietti con oggettistica tipica e prodotti del posto e soprattutto godervi il mare. Ma come organizzare una vacanza a Panarea? Come arrivarci e cosa fare? Foto: www.turismo-italiano.com

Scopri come fare:

  • 1

    Panarea è la seconda isola più lontana delle Eolie rispetto alla Sicilia ed anche la più piccola, con i suoi 3,4 kmq, nonché la meno elevata rispetto alle altre (421 m). E' composta da un arcipelago di piccoli isolotti che la circondano. Geologicamente parlando, è una delle più antiche, infatti gli isolotti circostanti non sono altro che i "resti" di fenomeni eruttivi. Quest'isola, inoltre, fu abitata già in epoca preistorica durante l'Età del Bronzo e per la sua caratteristica morfologica divenne un ottimo luogo per insediarsi, risultando difendibili da attacchi esterni.

  • 2

    Ma come arrivare a Panarea? Panarea è collegata con il porto di Milazzo (Me) o Napoli. Bisogna prendere l'aliscafo o il traghetto da questa città per poter raggiungere questa meta. Ovviamente l'aliscafo impiega meno tempo per arrivarci, quindi se volete stare solo un giorno in quest'isola è decisamente più consigliabile. Da Napoli ci sono solo traghetti ed aliscafi nel seguente sito troverete le indicazioni sugli orari e i prezzi: Snav . Con l'aliscafo da Milazzo o Napoli: Siremar, mentre con il traghetto da Milazzo: Navi Ng.

  • 3

    Una volta sbarcati in questa splendida isola troverete subito negozi che vendono oggetti particolari, dalle collanine fatte di lava vulcanica, a ceramiche disegnate  Passeggiando per le vie principali, a parte restare affascinati dal panorama da cui sarete circondati e dalla cura che i paesani impiegano per rendere piacevole quest isolotto Le case sono molto esternamente molto carine, presentando una predominanza cromatica di bianco e azzurro, tipici colori degli esterni mediterranei. 

  • 4

    Le uniche spiagge raggiungibili a piedi sono: Cala Junco e Cala degli Zimmari. La caratteristica peculiare di queste spiagge è la presenza di sabbia o sassolini neri. Per raggiungere, invece, le zone più particolari dell'isola dove fare il bagno, lontane dal porto, dovrete prendere dei taxi, che in realtà sono delle macchinette elettriche pagando 10 euro (se siete 4, 2,50 euro a persona). La spiaggia Calcara di Panarea, ad esempio, è molto caratteristica poiché è possibile osservare fenomeni di origine vulcanica sotto forma di fumarola.

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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 11:08

Come saldare con lo stagno  

Le saldature a stagno sono ormai presenti in quasi tutti i materiali elettrici come filamenti, lampade o anche semplicemente radioline. Spesso questo tipo di saldatura è soggetta a dissaldarsi impedendo il corretto funzionamento dell'oggetto ad essa collegata. Ecco allora alcuni suggerimenti su come saldare con lo stagno.

 

  • 1
    Come saldare con lo stagno  

    La saldatura con lo stagno va eseguita a caldo infatti, soprattutto negli apparecchi elettronici se non viene sufficientemente riscaldata la parte (in gergo viene chiamata saldatura a freddo) c'è il rischio che il materiale saldato anzichè fare corpo diventa cristallizzato, privo di effetto e tendente a staccarsi. Per saldare con lo stagno in modo corretto, c'è bisogno di utilizzare un apposito saldatore generalmente a forma di pistola o semplicemente di tubicino.

  • 2
    Come saldare con lo stagno  

    I componenti essenziali per fare una buona saldatura a stagno, sono ovviamente lo stagno vendibile a filo arrotolato e la pasta per saldare che contiene sia antiossidanti del metallo che sostanze catalizzatrici. Queste ultime favoriscono lo scioglimento dello stagno anche a piccola temperatura. Per congiungere due fili elettrici indipendentemente dal loro spessore, innanzitutto bisogna ripulirli dalle vecchie tracce di saldatura (utilizzando una limetta) dopodichè immergerli leggermente nella pasta per saldare. A questo punto sugli stessi due capi si inizia ad attaccare un po' di stagno. Adesso basta sovrapporre i due fili che nel frattempo alla loro estremità hanno assunto una colorazione d'argento, e con una leggera pressione del ferro da saldare contenente sulla punta un po' di stagno si fa in modo che i due fili si congiungono definitivamente.

  • 3

    La saldatura a stagno dei filamenti è così terminata, con questo tipo di intervento si possono quindi saldare materiali elettrici di piccola e media grandezza; tuttavia se intendiamo saldare strutture di dimensioni piuttosto grosse, l'applicazione dello stagno richiede anche l'apporto di un altro attrezzo vale a dire un cannello con microlancia a gas  Infatti se la massa dell'oggetto da saldare è piuttosto spessa, bisogna innanzi tutto ripulirla con una lima dalla patina di ossido, dopodichè bisogna impugnare con una mano il saldatore a gas e riscaldare il pezzo da saldare, e con l'altra contemporaneamente applicare lo stagno con il saldatore elettrico   La combinazione tra le due sorgenti di calore fa in modo che l'attaccatura avviene rapidamente  Per l'occasione tuttavia è consigliabile farsi aiutare da qualcuno nella manipolazione di uno dei due attrezzi per saldare in modo da potersi muovere con maggiore disinvoltura.

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6 marzo 2013 3 06 /03 /marzo /2013 08:28

Moneybookers è una compagnia di trasferimento di denaro (o micropagamento) con base nel Regno Unito, simile a PayPal, che permette agli utenti di mandare e ricevere soldi via e-mail.
La società è stata fondata il 18 giugno 2001 dalla Gatcombe Park Ventures Ltd di Londra, è membro della Electronic Money Association ed è regolamentata dalla Financial Services Authority del Regno Unito (FSA).

Storia

Il dominio moneybookers.com è stato creato il 18 giugno del 2001. A luglio 2006 Moneybookers ha dichiarato di avere oltre 1,9 milioni di utenti registrati e di aver effettuato transazioni per oltre 1.482 milioni di euro mentre a marzo del 2008 sono registrati secondo i dati ufficiali della società 4,2 milioni di account.

Come funziona

Per usufruire dei servizi offerti da Money Bookers è necessario registrarsi al sito. Money Bookers, infatti, permette di ricevere e inviare denaro da e per tutto il mondo direttamente on–line.
Una volta registratisi al sito è necessario, con un versamento tramite bonifico bancario, inserire del denaro nell'account, per iniziare a poterlo gestire tramite Money Bookers. L'invio e la ricezione di denaro funzionano esclusivamente via e-mail: al mittente basta, tramite il sito, indicare l'indirizzo e–mail del beneficiario al quale verranno recapitati i soldi. Se il beneficiario non dispone di un account, assieme alla e–mail di notifica del pagamento, verrà inviato anche un invito a registrarsi ai servizi di Money Bookers, per poter così incassare e prelevare la somma inviatagli.
È possibile inviare denaro in tutti i Paesi del mondo, a beneficiari che abbiano attivo un conto bancario o una carta di credito Visa, Mastercard, American Express, JCB o Diners se si vive in uno dei paesi dell'OECD.

Vantaggi del servizio

Celere, possibilità di inviare denaro in tutto il mondo senza uscire da casa, sicurezza (del mittente e del beneficiario è noto esclusivamente l’indirizzo e-mail), costi contenuti.

Svantaggi del servizio

Quando si usa la carta Moneybookers presso gli sportelli Bancomat o negli esercizi convenzionati succede abbastanza spesso che la transazione fallisca, però l'addebito viene effettuato ugualmente salvo stornarlo dopo 10/14 giorni.

Inoltre i contatti via mail sono molto impersonali e, in caso di contestazione, i tempi sono lunghissimi e frustranti, le risposte consistono in e-mail automatiche e può essere necessario inoltrare i reclami più volte prima di avere riscontro.

Costi

Moneybookers è gratuito per chi vende; si paga, invece, l'1% fino ad un massimo di Euro 0,50 per trasferire il denaro da un conto ad un altro. Vi è inoltre un costo di Euro 1,80 nel caso in cui si voglia trasferire il denaro dal proprio conto virtuale sulla carta di credito o sul conto corrente bancario.

Per quanto riguarda i prelevamenti da Bancomat, in Italia non ci sono banche convenzionate per cui viene sempre applicata la commissione dell'1,90% sulla somma prelevata.


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6 febbraio 2013 3 06 /02 /febbraio /2013 09:35

 

Come si apre la partita iva? Quanto costa aprire la partita iva? Queste sono le domande che vengono fatte di frequente. Vediamo di rispondere nel dettaglio una volta per tutte.

A SCANSO DI EQUIVOCI: SE APRI UN NEGOZIO O UN’ATTIVITA’ ECONOMICA CONTINUATIVA, DEVI APRIRE LA PARTITA IVA!

Prima di tutto occorre dire una cosa: non conviene aprire la partita iva appena si inizia una nuova attività perché la gestione della partita iva ha dei costi. Inoltre l’ordinamento italiano non richiede l’apertura di partita iva se si svolge un’attività commerciale occasionale. Altrimenti non sarebbe possibile nemmeno vendere oggetti usati su e-Bay o tramite i giornali di annunci economici come Porta Portese o Secondamano. Perciò se hai intenzione di avviare un business online, concentrati sulla tua attività e non pensare alla partita iva. Una volta aperta la partita iva però, dovrai necessariamente rivolgerti ad un commercialista per farti seguire nel disbrigo di tutte le pratiche fiscali.

Le cose cambiano se l’attività commerciale non è più occasionale, perché in questo caso hai l’obbligo di aprire la partita iva. Per stabilire se stai svolgendo un’attività commerciale continuativa e non occasionale, c’è la famosa soglia dei 5.000 euro. Cosa significa? Significa che se con la tua attività guadagni meno di 5.000 euro non hai alcun obbligo di aprire la partita iva, ma una volta superata questa soglia, scatta l’obbligo. Ovviamente, se sei un professionista che possiede già la partita iva (perché svolgi altre attività), sei obbligato ad indicarla nel tuo sito web sempre e comunque. L’obbligo sussiste anche se usi il tuo sito web solo per farti pubblicità e non per guadagnare direttamente. Quindi se possiedi la partita iva, hai l’obbligo di dichiararla nel tuo sito sempre e comunque. Se invece devi ancora aprirla, l’obbligo scatta solo al superamento della soglia dei 5.000 euro di ricavi nell’arco dell’anno solare. L’apertura della partita iva comporta dei costi e degli adempimenti in termini fiscali e contributivi, ma consente anche di avere dei vantaggi come la deducibilità dei costi (come ad esempio le spese telefoniche, di collegamento ad Internet, di hosting, etc.). Ricapitolando:

  1. Per aprire la partita iva devi avere dei ricavi certificati superiori ai 5.000 euro l’anno (certificati vuol dire attestati da ricevute)
  2. Il superamento della soglia dei 5.000 euro deve essere consolidato e non eccezionale. Ciò significa che non dovrai aprire la partita iva appena superi 5.000 euro. Diciamo che potresti prendere in considerazione un intervallo di tempo di 18 mesi. Nei primi 12 constati il superamento della soglia e nei successivi 6 mesi vedi se la tendenza dei ricavi è costante. Solo in questo caso puoi iniziare a prendere in considerazione l’apertura della partita iva
  3. Una volta aperta la partita iva potrai dedurre tutta una serie di costi dall’imponibile (spese telefoniche, spese Internet, etc.) a patto che tali costi siano intestate alla p.iva che hai aperto. Puoi dedurre fino all’80% dei costi.

Un’altra cosa da prendere in considerazione è la tipologia dei clienti. Se vendi prodotti o servizi a soggetti privati, non devi emettere fattura. L’unica cosa che potrebbe chiederti un soggetto privato è il rilascio di una ricevuta fiscale. In questo caso puoi rilasciare una semplice ricevuta scritta con Word e inviata via e-mail, all’interno della quale dovrai specificare il tuo codice fiscale. Se invece vendi prodotti o servizi a imprese e titolari di partita iva, allora dovrai emettere un documento fiscale. Il documento fiscale può essere una fattura (in questo caso dovrai necessariamente possedere una partita iva) oppure una ricevuta (dove specificherai il tuo codice fiscale). L’importo che dovrai dichiarare nella ricevuta, varia a seconda della tipologia di cliente. Ci sono tre casi:

  1. Vendi a un soggetto privato
  2. Vendi a un’impresa o titolare di partita iva
  3. Vendi in affiliazione

Nella ricevuta fiscale dovrai indicare nel primo caso lo stesso importo che hai guadagnato (se ad esempio vendi un ebook a 50 euro, indicherai 50 euro), nel secondo caso lo stesso importo decurtato del 20% di ritenuta fiscale (quindi 40 euro se vendi un prodotto o servizio a 50 euro) e nel terzo caso lo stesso importo decurtato dell’11,50% di ritenuta alla fonte (se guadagni 100 euro dovrai quindi specificare 88,50 euro).

Come si apre la partita IVA?

Superata la soglia dei 5.000 euro puoi iniziare a pensare di aprire la partita iva. In passato occorreva comunicare l’inizio attività alla Camera di Commercio della tua provincia, al Registro delle Imprese e all’INPS. Oggi tutto ciò viene fatto con una sola comunicazione online al Registro delle Imprese. Si tratta della ormai nota Comunicazione Unica. Sarà poi a cura del Registro delle Imprese l’invio della comunicazione sia alla Camera di Commercio che all’INPS. All’atto dell’apertura della partita iva occorre scegliere il codice attività (codice ATECO). Per la vendita di ebook o l’erogazione di corsi di formazione puoi utilizzare uno di questi codici ATECO 2007 (gli ultimi disponibili ad oggi):

  • 74.90.99 (altre prof. non classificate altrimenti)
  • 90.03.09 (le altre creazioni artistiche e letterarie)
  • 85.59.20 (corsi di formazione e corsi di agg. prof.)
  • 85.59.90 (altri servizi di istruzione non classificati altrimenti)

Altri codici ATECO 2007 idonei per svolgere un’attività online sono i seguenti:

  • 47.91.10 Commercio al dettaglio di prodotti via internet
  • 58.12.02 Pubblicazione di mailing list
  • 62.02.00 Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica
  • 62.03.00 Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware – housing (esclusa la riparazione)
  • 62.09.01 Configurazione di personal computer
  • 62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica nca
  • 63.11.20 Gestione database (attività delle banche dati)
  • 63.11.30 Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP)
  • 63.12.00 Portali web
  • 63.99.00 Altre attività dei servizi di informazione nca
  • 73.11.01 Ideazione di campagne pubblicitarie
  • 73.11.02 Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
  • 73.20.00 Ricerche di mercato e sondaggi di opinione
  • 74.10.21 Attività dei disegnatori grafici di pagine web
  • 74.90.99 Altre attività professionali nca
  • 95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche

I codici ATECO sono rivisti e aggiornati ogni 3 o 4 anni. Gli ultimi codici disponibili sono quelli del 2007 e sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate o su quello dell’INPS. Puoi vedere gli ultimi codici ATECO cliccando qui. L’ordinamento italiano prevede la possibilità di esercitare più attività commerciali contemporaneamente, perciò puoi associare ad una stessa partita iva più codici attività.

Quanto costa aprire la partita IVA?

I costi di gestione di una partita IVA dipendono dal regime fiscale scelto. Sono possibili due tipi di regimi fiscali:

  1. Regime dei minimi (utilizzabile solo dalle persone fisiche e dagli imprenditori individuali con ricavi al di sotto dei 30.000 euro l’anno)
  2. Regime delle nuove iniziative produttive e imprenditoriali (per non più di 3 anni consecutivi)

Con il regime fiscale dei minimi non si pagano l’IVA, l’IRAP, l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali sull’IRPEF. Inoltre non si è soggetti agli studi di settore. Si paga solo un’imposta sostitutiva del 5% sugli utili prodotti. Con il regime dei minimi quindi, a fine anno dovrò effettuare unicamente la dichiarazione redditi, dichiarando tutti i ricavi incassati (ai quali dovrò sottrarre tutti i costi sostenuti) e sulla differenza calcolerò il 20% di imposta sostitutiva. Il regime dei minimi però non ti consente di portare in detrazione gli oneri deducibili e detraibili (detrazioni per familiari a carico, spese sanitarie, interessi su mutui, etc.). Inoltre non potrai effettuare esportazioni, non potrai sostenere spese per lavoro dipendente o di collaborazione e non potrai acquistare beni strumentali di valore totale superiore ai 15.000 nell’arco di 3 anni consecutivi.  Con il regime fiscale delle nuove iniziative produttive e imprenditoriali gli adempimenti fiscali sono maggiori. Dovrai pagare IVA e IRAP e sarai soggetto agli studi di settore. Però in compenso pagherai un’imposta sostitutiva del 10% e non del 20%.

Oltre alle imposte dovrai considerare i costi relativi alla posizione INPS. In questo caso sono possibili 4 situazioni:

  1. Sei una persona non occupata che apre la partita IVA come impresa
  2. Sei una persona non occupata che apre la partita IVA come libero professionista
  3. Sei un lavoratore dipendente che apre la partita IVA come impresa
  4. Sei un lavoratore dipendente che apre la partita IVA come libero professionista

Nel primo caso, una volta effettuata la comunicazione di inizio attività (utilizzando la procedura Comunicazione Unica), ti arriveranno a casa nel giro di 1 anno i modelli F24 precompilati per poter effettuare il pagamento dei contributi INPS. Ad oggi il contributo INPS minimo è di 2.887 euro l’anno. Superato il limite dei 14.000 euro di ricavi annuo, il contributo INPS comprenderà un’ulteriore aliquota aggiuntiva del 20%. Nel secondo caso dovrai iscriverti alla gestione separata INPS e il contributo percentuale al reddito da versare sarà del 26,72%. Nel terzo caso sarai soggetto ad una doppia contribuzione INPS, sia come lavoratore dipendente sia per quanto riguarda la tua attività extra (a meno che tu non riesca ad ottenere un esonero). Nel quarto caso dovrai iscriverti alla gestione separata INPS e sarai soggetto ad una contribuzione INPS del 17%. I dipendenti pubblici non potrebbero aprire la partita IVA a meno che non siano lavoratori dipendenti a tempo parziale. In ogni caso occorre sempre richiedere l’autorizzazione presso l’amministrazione pubblica o l’ente presso il quale si lavora e, ovviamente, l’attività secondaria dovrà essere svolta al di fuori dell’orario lavorativo. Il regime che ti consiglio è quello dei minimi (se ovviamente non superi i 30.000 euro di reddito l’anno). Per questo regime fiscale, ricapitolando dovrai sostenere i seguenti costi:

  • 20% di imposta sostitutiva (1.000 euro su 5.000 euro di reddito)
  • Almeno 2.887 euro di contributi INPS
  • Il costo di un commercialista che ti seguirà in tutti gli adempimenti fiscali e contributivi (diciamo tra i 500 e i 1.000 euro l’anno)

Come vedi la soglia di reddito dei 5.000 euro l’anno non è casuale. Se infatti sommi tutti i costi, ti accorgerai che su 5.000 euro dovrai pagare 1.000 euro di imposte, quasi 3.000 euro di contributi INPS e quasi 1.000 euro di commercialista (per un totale di 5.000 euro di costi). I guadagni veri perciò si iniziano a vedere non appena si supera questa fatidica soglia. Bene, spero di aver chiarito i dubbi fiscali più frequenti della maggioranza delle persone che hanno intenzione di avviare un’attività online e di aprire una partita IVA. Ovviamente io non sono un esperto in materia (tutt’altro), perciò ti consiglio caldamente di rivolgerti sempre e comunque ad un buon commercialista (puoi verificare l’iscrizione all’ordine  consultando il sito del Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e Esperti Contabili) oppure puoi effettuare una ricerca sul sito specifico della tua provincia (nel mio caso, quello di Roma si trova a questo indirizzo), dove potrai trovare il consulente più vicino, specificando un CAP.

Bene, direi che possiamo concludere qui. Visita la pagina fan di Impresa Pratica e se ti piacciono i miei articoli, clicca su “mi piace” e suggeriscila ai tuo amici!

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28 gennaio 2013 1 28 /01 /gennaio /2013 16:29

 

Come installare e configurare Gplay  

Sei uno che va pazzo per la musica??? o sei uno a cui piace rilassarsi con la musica ??? alloea GPlay è il software di riproduzione multimediale adatto a voi. GPlay, ormai da anni, è diventata una delle applicazioni più utilizzata per riprodurre musica e film sui dispositivi mobili, ma la grande novità è che ora GPlay è disponibile anche per PC e per Mac. Gplay è un piccolo software che soddisfa tutte le esigenze per riprodurre musica in tantissimi formati audio come il formato MP3, WAV, WMA, FLAC, OGG, ecc... Ma grazie alla nuova versione di GPlay, da ora sarà possibile anche vedere i filmati direttamente da GPlay sui nostri dispositivi mobili e sui computer. Inoltre GPlay è in grado di aprire tantissimi file video in diverso formato come il formato XVID/DIVX AVI, RMVB, WMV, ASF, MKV, TS, ecc... Possiamo anche visualizzare i sottotitoli dei nostri filmati direttamente da GPlay nei formati SUB, SMI, ASS, SRT, TXT. Inoltre con GPlay si può usufruire delle funzionalità extra, come ad esempio, la sicronizzazione automatica di vari dispositivi tramite Blueooth o WiFi. Inoltre un elemento da sottolineare è che GPlay è totalmente gratuito e scaricabile per cellulari e computer senza nessun bisogno di configurare niente. Ora vediamo come possiamo installare GPlay con pochi e semplici passaggi ...

Scopri come fare:

1

Per prima cosa dobbiamo scaricare il file d'installazione di GPlay dal sito del produttore, perciò, clicchiamo QUI per avviare il download del file d'installazione di GPlay, l'operazione richiederà circa 50 secondi, dopodiché il file d'istallazione sarà pronto.

2
Come installare e configurare Gplay  

Una volta scaricato il file d'installazione di GPlay dobbiamo aprirlo. Nella finestra che ci comparirà, il programma d'installazione di GPlay ci dà il benvenuto nell'installazione di GPlay, perciò, premiamo il tasto Next per iniziare.

3
Come installare e configurare Gplay  

Adesso nella finestra dovremo accettare le condizioni e i termini di utilizzo, cioè dovremo dichiarare di non usare il software per scopi illegali, perciò, Selezioniamo La Casellina Accetta, dopodiché, premiamo nuovamente il tasto Next.. 

4
Come installare e configurare Gplay

Adesso, il programma d'installazione di GPlay ci mostrerà automaticamente la cartella dentro la quale sarà installato GPlay tra breve, perciò noi dovremo confermare l'intenzione di utilizzare quella cartella premendo il pulsante Next.

5
Come installare e configurare Gplay

Adesso, il programma d'installazione di GPlay ci mostrerà automaticamente la cartella dentro la quale sarà installato il file dei Plug-in, cioè i file che servono per la riproduzione di vedeo e audio, perciò confermiamo l'intenzione premendo il pulsante Next.

6
Come installare e configurare Gplay

Nella schermata seguente, il file d'installazione di GPlay ci comunica che GPlay verrà aggiunto anche nella barra di avvio rapido che ci faciliterà l'avvio del nostro software multimediale, perciò confermiamo cliccando il tasto Next.

7
Come installare e configurare Gplay

Nella finestra successiva il file d'installazione di GPlay ci segnalerà un riepilogo di ciò che sta per installare, verranno visualizzati anche i Plug in che saranno installati, perciò confermiamo che vogliamo installare GPlay e clicchiamo il tasto Install.

8
Come installare e configurare Gplay

Adesso GPlay verrà installato automaticamente in pochi secondi, dopodiché, il file d'installazione di GPlay ci comunicherà l'esito positivo dell'installazione, perciò per avviare il nostro piccolo e grande software clicchiamo il tasto Finish.

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Come installare e configurare Gplay

Adesso possiamo godere la nostra adorata musica come vogliamo noi, il software sarà installato in lingua Italiana, e si sincronizzerà automaticamente con la libreria multimediale del nostro PC, è possibile avviare GPlay in modalità nascosta in modo che possiamo ascoltare le nostre canzoni mentre lavoriamo al PC.

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6 gennaio 2013 7 06 /01 /gennaio /2013 00:14
  MI LA  

Certe notti la macchina e' calda

       SI         LA      MI

e dove ti porta lo decide lei

    DO#m                  LA

Certe notti la strada non conta

           SI

che quello che conta e' sentire che vai

    SOL#m                LA

Certe notti la radio che passa Neil Young

     DO#m             LA

sembra avere capito chi sei

    MI                   LA

Certe notti somigliano a un vizio

           SI         LA        MI     RE

che tu non vuoi smettere, smettere mai.

    MI                   LA

Certe notti fai un po' di cagnara

       SI       LA       MI

che sentano che non cambierai piu'

     DO#m                 LA

-

Quelle notti fra cosce e zanzare

           SI

e nebbia e locali a cui dai del tu

    SOL#m                LA

Certe notti c'hai qualche ferita

         DO#m                  LA

che qualche tua amica disinfettera'

    MI                 LA

Certe notti coi bar che son chiusi

       SI            LA           MI

al primo autogrill c'e' chi festeggera'.

DO#m                  SI

E si puo' restare soli

LA              M

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6 gennaio 2013 7 06 /01 /gennaio /2013 00:10

 

Come funzionano le centrali nucleari  

Le centrali nucleari sono delle strutture, di cui stesso il nome parla, che trasformano il materiale nucleare in vari tipi di energia. Molte persone sono contro la costruzione di tali strutture, perchè sono consapevoli dei danni che esse possono causare. Il materiale adatto alla Demolizione del Nucleo (Nucleare) è quello noto a tutti dai libri di Chimica. Ci sono due Elementi chimici in particolare, Uranio e Plutonio che hanno nella struttura del nucleo, una grande quantità di Protoni(+), Neutroni(0) ed Elettroni(-) a differenza di tanti altri elementi chimici che noi tutti conosciamo. Distruggendo il nucleo di tali atomi si sprigiona una grande quantità di energia, che spesso è usata nel far esplodere una bomba nucleare (fissione incontrollabile) oppure, facendo dei piccoli passaggi di energia, consumando con un certo ritmo la quantità di Materiale nucleare, si può ottenere l'energia (Fissione controllata). Il principio del funzionamento della centrale nucleare, comprende diversi passaggi durante i quali l'energia sprigionata dal materiale nucleare, arriva a trasformarsi in energia Elettrica.

 

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    Come funzionano le centrali nucleari  

    Per poter effettuare una fissione controllata di tali materiali, essi vengono deposti in blocchi o così dette Barre, le quali vengono deposti all'interno delle camere - Reattori (sono delle camere a forma di scatola chiusa, le mura dei quali sono costruiti del materiale che nel nucleo ha un'abbondanza di neutroni, cioè che blocca l'uscita le radiazioni prodotte dall'Uranio/Plutonio all'aperto causando cosi i danni agli operai etc.). Queste barre vengono inserite all'interno dell Nocciolo nel quale viene sprigionata l'energia nucleare bombardando le barre con dei Neutroni, che distruggono il nucleo del materiale nucleare sprigionandone altri, che a sua volta fanno la stessa cosa (La così detta reazione a catena). Tutto questo accade all'interno delle camere isolate riempite di acqua, il circuito chiuso dove l'acqua si riscalda fino al vapore e si spinge da sola ed anche con l'ausilio delle pompe idrauliche fino ad arrivare alle turbine che catturano trasformano l'energia cinetica in movimento meccanico che si passa ai generatori di corrente elettrica.

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    Come funzionano le centrali nucleari  

    Questo flusso di acqua bollente arriva in velocità e fa il suo impatto sulle pale del generatore, facendolo girare, e causando in questo modo, il girare delle eliche del generatore il quale comincia a generare la corrente elettrica. Praticamente partendo dalla fissione del nucleo, manipolata dalle barre di controllo che emanano una quantità controllata di Protoni verso le barre (energia nucleare), facendo tutto questo all'interno dei circuiti di acqua(energia termica per contatto) ed il momento del circuito d'acqua a pressione (energia cinetica) che si abbatte sulle pale delle turbine (energia meccanica) che generano rotazione degli assi (energia meccanica) che poi sono parte interna (rotore) dei generatori di energia elettrica attraverso il girare degli avvolgimenti all'interno dei campi magnetici generano energia elettrica. Durante tutti questi passaggi, viene sprigionata una quantità di energia, una parte della quale viene percepita e concentrata, mentre una parte di energia si trasforma in altri tipi di energia (non si perde), che non viene recuperata (energia sonora, energia luminosa, energia termica che per contatto si disperde nell'ambiente).

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    Tutto questo rende il lavoro di una centrale nucleare molto complicato, in effetti per un semplice motivo, la trasformazione di materia richiede diversi passaggi energetici da effettuare, e siccome ogni passaggio come risultato ha diverse energie, tra cui quella utile, allora possiamo presumere che una grande quantità di energia trasformata comunque di espande per l'ambiente o viene persa nel contatto meccanico delle parti sia della centrale, questo esempio lo vediamo tutti i giorni osservando una lampadina ad incandescenza di 40 Watt, 30 Watt dei quali ti trasformano in energia luminosa ed i rimanenti 10 Watt si trasformano in energia termica (lo avvertiamo quando tentiamo di prendere nel palmo della mano il bulbo della lampada).  Questo fa si che il lavoro sulle centrali, sopratutto per gli operai è molto pericoloso in quanto stesso la fonte (materiale radioattivo) può agire sulle cellule dell'essere umano, causandone mutazioni e le future malformazioni interagendo in pieno con il DNA della persona. La protezione, in questo egli fosse sicura, non sarà mai sufficiente per poter proteggere l'operaio e l'ambiente dalle radiazioni.  Per questo motivo loro devono essere puntualmente sottoposti ai controlli medici.  Il nucleare è un campo che è stato abbandonato in Italia, su passaggio di esso, abbiamo l'applicazione su campo di diversi principi del ricavare l'energia elettrica, sia attraverso i pannelli solari (Energia solare) che attraverso le eliche (Energia eolica).  Ogni Ricavare dell'energia provoca dei danni, in grande o in piccola parte.. 

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