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15 aprile 2012 7 15 /04 /aprile /2012 13:09

Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero carnivoro ascritto al genere Canis (famiglia canidi). Con la addomesticazione si è distinto dal suo probabile predecessore, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (anche se al riguardo c'è ancora qualche divergenza) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati. L'uomo ed il cane sono legati da almeno 30.000 anni, alcuni ricercatori sono riusciti a datare un cranio di cane rinvenuto in una caverna sui monti Altai in Siberia. Questi studi ritengono probabile che i cani moderni potrebbero avere diversi antenati comuni.

Biologi  

Il cane è estremamente variabile nelle sue caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (dalle diverse zone di provenienza) e soprattutto dall'uomo (suo compagno di vita fin dall'età preistorica), tanto da richiedere, secondo alcuni, la divisione in differenti sottospecie e morfologie. Il peso può variare da 700 g ai 111 kg. Ha un ciclo estrale che si ripete due volte l'anno (al contrario del lupo che ha un solo periodo d'estro); questa caratteristica è dovuta in parte alla selezione compiuta dall'uomo per facilitare l'allevamento e in parte alla selezione naturale.

Il periodo di gestazione per tutte le razze è di circa 62 giorni. Vengono alla luce da 1 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell'animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo, sia come caratteristiche fisiche (colore, peso, qualità sensoriali), sia come caratteristiche di socializzazione. Notevole importanza è stata posta da sempre nell'educazione e nel comportamento del cane. Tutte le razze di cane hanno una spiccata predisposizione al comportamento giocoso e socievole durante tutta la loro vita, caratteristiche che nel loro progenitore, il lupo, in parte scompaiono con il raggiungimento dell'età adulta.I cani possono avere da 1 a 15 cuccioli. Ma in media il cane ha 6-12 cuccioli.

Il senso dell'olfatto

Principale caratteristica distintiva del cane è il senso dell'olfatto, dovuto alla sua innata attività di cacciatore. Parte fondamentale del suo processo di riconoscimento degli odori è la conformazione del suo naso (il tartufo) ma soprattutto la potente mucosa interna, in grado di distinguere una sola molecola di una sostanza su milioni di altre. Il tartufo rappresenta l'estremità terminale del naso del cane. L'impronta delle circonvoluzioni che lo contraddistinguono è specifica dell'individuo e, al pari delle impronte digitali dell'essere umano, può essere usata come efficace sistema di riconoscimento.

La mucosa che riveste internamente il naso del cane svolge gli stessi compiti di qualsivoglia altro mammifero: alla sua estremità ci sono le froge o cavità per aspirare l'aria e, come in altri mammiferi, al confine mucosocutaneo, è dotato di vibrisse laterali, grossi peli con funzioni sensoriali molto importanti. Quello che la rende speciale sono diverse funzioni aggiuntive. Innanzitutto è un eccezionale organo di senso, soprattutto in senso termico, dinamico (perché la mucosa che lo riveste è provvista di ghiandole sudoripare, mentre la pelle del cane ne è quasi totalmente priva) e tattile, essendo in grado di registrare anche lievissime asperità e vibrazioni che altrimenti sfuggirebbero all'animale. Queste eccezionali capacità dell'olfatto del cane rappresentano il principale motivo per cui molti cani vengono addestrati e utilizzati per la ricerca di animali, persone, tartufi o sostanze particolari, come stupefacenti o esplosivi.

Evoluzione

Mosaico pompeiano raffigurante un cane con guinzaglio.

Evolutivamente, si è ritenuto (a partire dagli studi di Konrad Lorenz) che il cane potesse discendere dal lupo o dallo sciacallo, o da entrambi, che avrebbero dato origine a razze primitive diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali.

I più recenti studi basati sulla genetica, supportati da recenti ritrovamenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio (Canis lupus anticus madeus parmus lantus sus) come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie (Canis lupus familiaris). Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di domesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un "domesticamento naturale" del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di "sentinelle", stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi.

Alcuni di questi "cani selvatici" sarebbero poi stati avvicinati ed adottati nella comunità umana (cani del villaggio, i "cani pariah" che si trovano ancora oggi in alcune società, "di tutto il villaggio", tollerati per il loro ruolo di spazzini e di predatori di piccoli animali nocivi), dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali al domesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione del volume cranico, all'accorciamento dei denti, ma anche la comparsa di caratteri quali le chiazze bianche sul mantello e le code arricciate).

Il primo resto archeologico di cane è stato ritrovato in Belgio nella caverna di Goyet (nelle Ardenne) e risale a 31.000 anni fa. Scoperto nel 1870 si è ritenuto per molto tempo che fosse un lupo ma nel 2007 è stato ristudiato e ricatalogato. Inoltre, nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di cani (che pure testimoniano le prime differenze dall'antenato selvatico). La testimonianza più antica di un legame fra cani ed umani risale al Gravettiano (circa 28.000 anni fa) e sono le orme di un bambino e di un cane ritrovate presso la grotta di Chauvet, nel sud della Francia. Recentemente sono stati scoperti siti tombali risalenti allo stesso periodo (25.000/28.000 anni fa) che dimostrano una sepoltura rituale di cani (introduzione di un osso di mammut nella bocca di uno dei tre cani ritrovati). Tuttavia, la prima testimonianza di un legame affettivo tra uomo e cane risale al più recente periodo natufiano (circa 12.000 anni fa) presso il sito di Ein Mallaha in Israele con una tomba che conserva i resti di un uomo anziano coricato su un fianco in posizione fetale che protende un braccio verso i resti di un cucciolo di cane.

Un dipinto che ritrae un boxervicino alla sua cuccia.

Alla luce delle più recenti esperienze in cui si è tentati di addomesticare il lupo (tentativi tutti miseremente falliti) o di ibridazione dello stesso con i cani (gli unici tre tentativi riusciti, dopo innumerevoli peripezie, sono il Cane lupo cecoslovacco, il Saarloos e il Lupo Italiano) sembra alquanto inverosimile che la prima differenziazione tra razze diverse sia da attribuire alle diverse sottospecie di lupo (che, secondo la tradizione vennero addomesticate quasi contemporaneamente in diverse parti del mondo, in situazioni geografiche e climatiche altrettanto dissimili); appare più logico, invece, che le prime razze furono selezionate in maniera molto più semplicemente empirica tramite l'accoppiamento di cani pariah con caratteristiche analoghe (ad esempio i levrieri ancestrali possono essere stati il frutto di selezione fra cani snelli, veloci ed abili predatori, così come gli antenati del Basenji furono selezionati accoppiando cani di piccola taglia con gambe snelle particolarmente abili nel cacciare i topi).

Successivamente, i soggetti più dotati fisicamente e/o attitudinalmente per i diversi impieghi, furono selezionati con metodi sempre più efficaci: a quanto pare i primi ad effettuare un processo selettivo sistematico furono gli antichi romani già intorno al 3./4. secolo a.C.. Può essere interessante osservare come le grandi variazioni morfologiche che hanno permesso al lupo di "trasformarsi" in alano, chihuahua oppure bassotto, si sono presentate nel corso dei secoli in forma involontaria, vere e proprie mutazioni spontanee che l'uomo ha saputo sfruttare e valorizzare.

Si sono talvolta sfruttate quelle che potevano apparire assurde bizzarrie genetiche, quali il nanismo acondroplasico (arti corti su corpi normali), utili in cani adibiti a seguire la selvaggina nel folto dei cespugli, o dentro le tane: ecco la comparsa delle forme "bassotte" in molte razze da caccia. Molto interessante, poi, la ricostruzione dell'evoluzione delle razze attraverso il fenomeno del pedomorfismo neotenico, la conservazione cioè nei cani adulti di alcuni tratti morfologici e caratteriali tipici di diverse fasi giovanili dello sviluppo del lupo. In base a tale teoria, si possono raccogliere le razze in 4 gruppi:

  • cani primitivi-con proporzioni della testa e struttura generale fortemente lupine, orecchie erette. Esempi: groenlandese, pharaon hound, basenji, vastgotaspets
  • pedomorfi di primo grado-teste allungate, stop accentuato, orecchie semi erette. Sono segugi e cani paratori, con spiccato istinto all'inseguimento. Esempi: wolfhound, bloodhound, bracco, collie, terrier, bassotto
  • pedomorfi di secondo grado-teste più larghe, musi più quadrati, stop marcato, orecchie pendenti, pelle più spessa. Cani giocatori con gli oggetti, buoni riportatori. Esempi: terranova, golden retriever, barbet, Cavalier King Charles Spaniel, Bichon Frisé
  • pedomorfi di terzo grado-accentuati diametri trasversali, musi corti o cortissimi, occhi frontali, orecchie piccole e cadenti, cute abbondante che forma rughe, molto predisposti all'accumulo di grassi. Cani "lottatori" (anche nella forma giocosa), fortemente territoriali e diffidenti. Esempi: mastini, cani da montagna, cani da presa, bulldog, carlino, pechinese.

Nel tempo, l'uomo ha selezionato molte diverse razze e varietà di cani, per avere un aiuto nelle sue molte attività: esistono quindi oggi razze di cani da pastore, da caccia, da guardia, da compagnia, da corsa e altre ancora.


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10 aprile 2012 2 10 /04 /aprile /2012 23:55

Con il nome di delfini si indica comunemente un gruppo parafiletico di mammiferi marini appartenenti all'ordine degli Odontoceti e che raggruppa le famiglie Delphinidae (delfini oceanici) e Platanistidae (delfini di fiume), i cui membri generalmente sono di piccole dimensioni.

Il termine "delfino" talvolta viene utilizzato per riferirsi particolarmente alle specie più conosciute: il tursiope ed il delfino comune.

Anche il narvalo e il beluga vengono occasionalmente chiamati delfini, pur essendo classificati nella famiglia Monodontidae. Sono state classificate quasi 40 specie di delfino suddivise in 17 generi. Variano in dimensione da 1.2 m e 40 kg (Cephalorhynchus hectori maui) a 9.5 m e 6 tonnellate (orca). La maggior parte delle specie pesano da 50 a 200 kg.

 

Struttura  

Il delfino è un vertebrato appartenente alla famiglia dei mammiferi. Ha un corpo affusolato, adattato per nuotare velocemente, ed usa la pinna caudale come organo motore. La testa contiene un organo particolare e voluminoso, utilizzato per l'orientamento e la ricerca del cibo. In molte specie le mandibole sono elongate e formano un becco, o rostro, distintivo; per alcune specie, come il tursiope, la bocca assume una curva con un'espressione simile ad un sorriso permanente. In molte specie i denti possono essere molto numerosi, fino a 250. Il cervello del delfino è largo e possiede una corteccia molto strutturata, per complessità paragonabile al cervello umano, anche se non è ancora chiaro per cosa sia utilizzato. La colorazione di base consiste di gradazioni di grigio con il lato del ventre bianco, spesso combinato con linee e macchie con tonalità differenti. La pupilla nell'occhio del delfino ha una figura a forma di cuore. La maggior parte degli odontoceti nuota rapidamente. Le specie più piccole occasionalmente riescono a cavalcare le onde, e i delfini sono spesso visti affiancare le navi e "accompagnarle" nuotando in superficie. I delfini sono anche famosi per le loro evoluzioni acrobatiche fuori dall'acqua. Arrivano a vivere sino a 35 anni.

Nutrizione 

I delfini sono predatori e cacciano le loro prede in velocità. La dentatura è adattata agli animali che cacciano: le specie con molti denti si nutrono prevalentemente di pesci, mentre le specie con becchi più corti e minor numero di denti si nutrono di molluschi (seppie, calamari, polpi e moscardini). Alcune specie di delfini catturano anche crostacei, tra cui i granchi.

Etologia

Fin dall'antichità i delfini sono stati accreditati, nel mar Mediterraneo, di mostrare un'intelligenza superiore a quella normalmente attribuita ai pesci, sia nel proprio gruppo che nei confronti dell'uomo, il che ha creato una precoce e persistente idea della loro socievolezza e li ha posti al centro di culti, miti e rappresentazioni. È ormai noto in effetti che i delfini, come gli altri cetacei, dispongono di un sistema di comunicazione complesso come un vero e proprio linguaggio, fondato non solo sulla capacità di produrre ultrasuoni significanti all'interno del gruppo, ma anche su schemi di movimento utilizzati come segni di comunicazione.

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11 ottobre 2011 2 11 /10 /ottobre /2011 19:49

Lavorando sul comportamento dei cani, so bene cosa vuol dire questo loro atteggiamento: innanzitutto, serve a stimolare le ghiandole presenti nel volto dei cani che secernono feromoni pacificanti (per cui il cane che riceve queste attenzioni si calma, in caso di tensione). Naturalmente noi non abbiamo queste ghiandole, ma i cani, sotto certi aspetti (per via della loro convivenza con noi antica di 20000 anni) ci considerano loro pari. In secondo luogo è un segno di rispetto nei confronti di chi ritengono superiore gerarchicamente.
In terzo luogo, noi, a seconda del nostro umore, emettiamo dei segnali facciali di cui non ci rendiamo conto, ma i cani, che sono acuti osservatori, lo notano immediatamente e cercano di acquietarti con il leccamento del volto.

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9 ottobre 2011 7 09 /10 /ottobre /2011 17:49

Ecco oggi una semplice ed utile guida, per debellare i domestici amici a quattro zampe, dalle fastidiose e pericolose pulci!

Le attenzioni non sono infatti mai troppe coi pelosi amici di casa …, basta “un non nulla” e questi antipatici insetti si accoccolano sull’addome, sul collo e sulla schiena del cane p nel caso del gatto, sulle orecchie, sul collo, sulla groppa o sulla coda.

A dispetto di quanto si crede inoltre, è bene tener presente, essere le pulci sono molto pericolose, perché possono causare  malattie quali il morbo di Lyme e quindi non appena si riscontra la presenza di pulci sull’animale, bisogna intervenire tempestivamente, consultando il proprio veterinario di fiducia.

Ecco comunque, in attesa del consulto veterinario, alcuni efficaci rimedi naturali, che male non fanno:

 

    aglio: è un ottimo rimedio antipulci, peraltro prelibato, che va tra somministrato quotidianamente al cane con la pappa a pezzetti o in alternativa mettendo una o due tavolette di estratto per ogni 5 kg di cibo, o in ultimo mischiando le capsula al cibo;

    lievito di birra: assicurando agli animali una fonte di vitamina B, in base alla taglia ed all’età dell’animale, si completa una dieta quotidiana antipulci;

    bagnetto: gli animali infestati dalle pulci vanno lavati settimanalmente, con uno shampoo naturale e neutro, diluito in pari quantità di acqua;

    decotto: è altresì utile risciacquare l’animale con un decotto con gli essenziali di eucalipto, che hanno forti proprietà insetticide, mettendo 4 cucchiai di foglie in una pentola con 1,25 litri d’acqua, coprendo e facendo bollire per 5 minuti, lasciando raffreddare ed infine filtrando.

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5 ottobre 2011 3 05 /10 /ottobre /2011 23:22

images.jpgIl Diamante mandarino è un grazioso uccellino esotico che si adatta facilmente alla vita in cattività: la riproduzione di questo simpatico volatile non presenta grosse difficoltà ma, occorre adottare alcuni accorgimenti per avere una buona riuscita nell’allevamento.

Quando acquisti una coppia assicurati che siano un maschio e una femmina; il maschio è facilmente riconoscibile dal colore rosso acceso del becco, mentre la femmina ha il becco di colore arancione chiaro.

Lascia trascorrere un paio di mesi per verificare che la coppia sia affiatata e che non litighi; a questo punto puoi procedere all’allevamento vero e proprio.

Innanzitutto la gabbia deve essere di dimensioni tali da consentire al Diamantino di poter svolazzare liberamente, 60 x 30 sono le misure minime, inoltre deve essere posta in un luogo ben arieggiato e luminoso ma lontano da correnti e soprattutto non molto rumoroso; infatti questi uccellini non amano essere disturbati.

Per l’allevamento occorre acquistare un nido per esotici, vendibile in qualsiasi negozio di animali; il nido può essere in vimini a forma di pera anche se ti consiglio il nido in plastica che è più igienico e più comodo per eventuali ispezioni e controlli. Inoltre devi fornire della paglia in un apposito vano in modo che i diamantini provvedano alla costruzione del nido; evita il cotone idrofilo.

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22 agosto 2011 1 22 /08 /agosto /2011 13:15

In questo articolo vedremo quali sono i siti intenet dove è possibile scaricare gratis foto di cani e pubblicare la foto del proprio cucciolo.

Windoweb.it. Su questo sito troverete tutto ciò che occorre sapere per conoscerne le razze, le abitudini e tante altre caratteristiche del vostro cane. Numerose foto da scaricare, sfondi e immagini da stampare. Dogsitter.it. Su questo sito è possibile condividere le foto più belle del proprio cane con migliaia di persone. È possibile inviare fino a 4 foto del proprio cane, con la possibilità di aggiungere una dedica. Inoltre nel sito troverete bellissime immagini di tante razze di cani, dalle più conosciute alle più rare. Questi animali, che siano enormi o piccolini, goffi o snelli, a pelo lungo o raso, sono sempre uno spettacolo della natura. Magnaromagna.it. Sul sito Magna Romagna troverete molte fotografie di cani, simpatiche e tenerissime, dai buffi cucciolotti ai fotomontaggi divertenti, tutte aventi come protagonista il miglior amico dell’uomo! È possibile anche cliccare sulle immagini per inviarle come cartoline musicali gratuite.

Cani.com. Il sito Cani.com dispone della più ampia banca dati di immagini di cani su internet. Dai cani da compagnia ai cani di grande taglia, fotografati nel loro ambiente naturale oppure in posa come modelli. Le fotografie dei cani sono collegate alle schede delle razze per un maggior approfondimento e alle imprese cinofile che le hanno pubblicate per contattare gli autori. La galleria di immagini di cani è un aiuto in più per conoscere meglio la propria razza preferita e per scoprire razze inusuali o meno conosciute.

Infine, Amando.it. Su questo sito è possibile sfogliare delle raccolte di foto di cani degli utenti registrati e pubblicare gratuitamente la foto del proprio cucciolo.

cani

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