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28 luglio 2012 6 28 /07 /luglio /2012 08:54

 


Come riconoscere i numeri primi

I numeri naturali (1, 2, 3, 4, 5, ecc...) si dividono fondamentalmente in due categorie, numeri primi e numeri composti o divisibili. Per verificare se un numero è primo esistono diversi metodi. Vediamo i principali qui illustrati e i criteri di divisibilità di un numero.

 

  • 1

    Un numero viene detto primo quando quel numero, si può dividere solamente per due divisori, cioè per uno e per il numero stesso! Per capirlo meglio prendiamo in esempio il numero 3. Se proviamo a dividere 3 per 2 (3/2=1.5) avremo come risultato un numero con la virgola cioè 1,5. Se invece proviamo a dividere 3 per se stesso o per 1, otterremo un numero intero (senza la virgola). Quando un numero può essere diviso solo per uno o per se stesso viene detto primo poiché non può essere diviso per altri numeri (o meglio, se diviso per altri numeri, dà come risultato un numero con la virgola).

  • 2

    Per riconoscere se un numero è divisibile per un altro numero dobbiamo confrontare quei numeri con dei criteri, ovvero delle "leggi", che stabiliscono se un numero è primo o divisibile. Iniziamo a conoscere questi criteri. Come riconosciamo un numero divisibile per 2? Semplice. Per capire se un numero è divisibile per 2 basterà vedere se il numero termina con 0, 2, 4, 6 o 8. Proviamo! Iniziamo vedendo se il numero 1458 è primo. Il numero termina con il numero 8 quindi non è primo ma è divisibile per 2.  Proviamo la divisione: 1458/2=729. 729 è apparentemente un numero primo, ma vediamo il criterio per dividere per 3. Come riconosciamo un numero divisibile per 3? Per riconoscere un multiplo di 3 dobbiamo sommare le singole cifre che compongono un numero e vedere se queste cifre sono multipli di 3 (6/9) o coincidono con esso (3). Proviamo con il numero 729. Esso è composto dai numeri 7, 2 e 9. Se le sommiamo, uscirà il numero 18 che è composto da 1 e 8 che sommati danno 9! 729 è quindi divisibile per 3. 729/3=243. 243/3=81. 81/3=27. 27/3=9. 9/3=3. 3 è un numero primo. Come riconosciamo un numero divisibile per 5? Un numero è divisibile per 5 se termina con i numeri 0 o 5. Proviamo! 1750 è divisibile per 5. 1750/5=350. 350/5=70. 70/5=14. 14/2=7. 7 è numero primo!
    Come riconosciamo un numero divisibile per 10? Un numero è divisibile per 10 se termina con 0. Come riconosciamo un numero divisibile per 11? Un numero è divisibile per undici se la somma delle cifre che lo compongono (quelle in posizioni 1 e quelle in posizioni 2), sono uguali. Proviamo con il numero 121. Prendiamo le cifre in posizione 1, ovvero a due a due ogni cifra partendo da destra (1 e 1 che sommati fanno 2). E quelli in posizione 2 ovvero quelli a due a due partendo dal secondo numero partendo da destra. In questo caso il numero è 2 quindi, essendo la somma delle cifre in posizione 1 e 2 uguali, il numero 121 è divisibile per 11. 121/11=11.

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27 luglio 2012 5 27 /07 /luglio /2012 23:50

 


Come iniziare un tema

Uno dei compiti più difficili per uno scolaro è quello di scrivere un tema. La stesura di un tema richiede parecchia concentrazione. La parte più ardua nella stesura di un tema è la fase iniziale; in questa guida ti spiegherò come iniziare un tema.

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Solitamente, nella stesura di un tema, si hanno a disposizione diverse tracce fra le quali scegliere. Per prima cosa devi, quindi, leggere attentamente i titoli proposti e scegliere la traccia in riferimento alla quale ti sembra di avere più conoscenze. Una volta scelta la traccia non iniziare a scrivere di getto, questo, infatti, è l’errore comunemente più commesso fra gli scolari; così facendo si rischia di esporre le proprie idee in modo del tutto confuso, senza seguire un nesso logico. Poggia la penna sul banco e serviti solo della tua mente. Devi leggere attentamente la traccia scelta e cercare di individuare al suo interno la parola-chiave, cioè la parola attorno alla quale si può racchiudere l’intero discorso da trattare; puoi anche annotare la parola-chiave su un foglio, in modo da averla sempre presente.

2

Una volta individuata la parola chiave devi associare mentalmente ad essa tutte le conoscenza che hai sull’argomento. Devi crearti in mente uno schema a raggiera, ponendo al centro la parola-chiave, e ai raggi, connessi alla prima, gli altri concetti fondamentali allo svolgimento della tematica da trattare. Devi cercare di raccogliere e riordinare tutte le tue idee attorno al punto centrale del discorso. Per facilitare questo procedimento, puoi farti delle semplici domande e rispondere ad esse. Ad esempio se l’argomento da trattare riguardo “il verificarsi di un fenomeno” chiediti: “fra chi o in quali luoghi si verifica il fenomeno?”; “per quali motivi?”; “come evitarlo?”; ecc. Puoi anche aiutarti nella memorizzazione delle idee, annotando le parole di riferimento e la parola-chiave su un foglio.

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Dopo aver organizzato la materia da trattare e riordinato tutte le tue idee, devi impostare la trattazione della tua tematica secondo la classica scaletta “introduzione, svolgimento,conclusione”.  Solitamente il tema si inizia con una descrizione dell’argomento centrale, con un inquadramento in un periodo storico.  Durante lo svolgimento del tema, rileggi più volte la traccia, in modo da tenere sempre presente l’argomento centrale e non rischiare di uscire fuori tema.  Seguendo, in modo rigido, questo schema, non avrai problemi nella redazione di qualsiasi genere di tema.. 

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20 novembre 2011 7 20 /11 /novembre /2011 17:32

 

  • 1
    Senza dubbio il modo più soddisfacente per avere informazioni complete sull’andamento scolastico di vostro figlio è il colloquio a tu per tu con l’insegnante. A differenza dei voti e della pagella, un colloquio personale permette di esaminare a fondo con calma tutti gli aspetti del rendimento scolastico del ragazzo.
  • 2
    Il colloquio dà ai genitori la possibilità di rivolgere all’insegnante domande su qualsiasi particolare e di giungere perciò, a una completa comprensione del loro figliolo. Inoltre permette all’insegnante di chiarire meglio i suoi punti di vista, di presentare lavori eseguiti a scuola dal bambino, i disegni, i compiti scritti e simili.
  • 3
    I genitori e l’insegnante possono concordare un comune piano d’azione per il futuro, allo scopo di favorire il pieno sviluppo intellettuale del bambino. Nonostante i grandi vantaggi del colloquio diretto genitori-insegnante, solo raramente si riesce a trovare il modo di sfruttare a pieno questo mezzo tanto efficace.
  • 4
    L’ostacolo più grande è la mancanza di tempo. E’ chiaro che l’insegnante non può nella stessa mattinata far lezione ai ragazzi e parlare a lungo con i genitori. Da qui la necessità di trovare altre ore disponibili.
  • 5
    E’ per questo che il direttore o il preside della scuola stabilisce in accordo con l’insegnante un’ora alla settimana in cui i genitori possono conferire tranquillamente col maestro o professore del proprio figlio.
  • 6
    A volte, però, i genitori che chiedono udienza all’insegnante sono numerosi, e allora i colloqui si svolgono purtroppo affrettatamente e i risultati sono meno soddisfacenti di quanto potrebbe essere utile.
  • 7
    Da qui la necessità da parte dei genitori di recarsi molto spesso a parlare con l’insegnante in modo che attraverso frequenti, anche se brevi, colloqui si possa realizzare quella perfetta collaborazione tra scuola e famiglia così necessaria per l’educazione del bambino.
  • 8
    Spesso le ore di visita fissate dall’insegnante non coincidono con l’orario lavoro dei genitori; in questo caso sarà bene che il bambino renda nota all’insegnante la situazione, in maniera che si possano stabilire contatti telefonici, o incontri in ore diverse da quelle fissate.
  • 9
    Purtroppo molti genitori danno una reale importanza solo alle pagelle e perciò non capiscono il grande valore di questi colloqui, dove spesso non si dovrebbe solo accennare alle votazioni riportate dall’alunno, ma parlare soprattutto del suo carattere e del suo comportamento.
  • 10
    Vi sono poi madri e padri che pur avendo appreso una quantità di notizie sul comportamento scolastico del figlio, non sanno avvantaggiarsene per collaborare con l’insegnate all’educazione del ragazzo.
  • 11
    Altri genitori hanno timore di parlare con gli insegnanti di loro figlio. Ricordando i tempi in cui i loro genitori venivano convocati a scuola solo quando c’era da ascoltare qualche lamentela, temono il colloquio persuasi che si riduca soltanto a una critica pedante.
  • 12
    Questi colloqui vengono, a volte, integrati da riunioni collettive di tutti i genitori degli alunni di una data scuola, e sotto la direzione del preside o del direttore si tengono discussioni sui principali problemi che riguardano i ragazzi.
  • 13
    Il fatto che colloqui e riunioni siano destinati a tutti i genitori e non soltanto a quelli i cui figli non danno un ottimo rendimento scolastico, serve a diminuire la tensione e a stabilire una migliore collaborazione tra scuola e famiglia.
  • 14
    Il colloquio non è facile né per i genitori né per gli insegnanti. Il problema si semplifica quando si tratta di quei ragazzi che non si presentano difficoltà di nessun genere. Questi casi costituiscono eccezioni.
  • 15
    Quasi tutti i ragazzi hanno lati che potrebbero migliorare se gli adulti riuscissero a trovare un sistema migliore per guidarli. E’ inevitabile che una discussione su problemi di questo genere sembra implicare un certo atteggiamento critico verso l’operato, sia della famiglia, sia della scuola.
  • 16
    E la maggior parte di noi, sia l’insegnanti che genitori, troviamo difficile accettare tutto ciò che sa di critica. Perchè il colloquio riesca utile occorre che l’insegnante usi tatto, trattando con molta cautela problemi che i genitori non sono in grado di capire.
  • 17
    Da parte dei genitori, si richiede fiducia nell’insegnante e la convinzione che egli non vuole e non cerca che il bene del ragazzo, proprio come loro. Questa maturità reciproca da parte dei genitori e dell’insegnante non è facile da raggiungere.
  • 18
    Occorre esperienza di collaborazione prima che gli adulti possano discutere una questione senza difficoltà, con fiducia e comprensione reciproca. Quando gli insegnanti hanno avuto l’occasione di conversare amichevolmente coi genitori durante i colloqui settimanali e le riunioni scolastiche o in altre occasioni.
  • 19
    Quando insomma il colloquio non è l’unico, ma uno dei tanti incontri, allora produce generalmente buoni risultati. I genitori possono contribuire notevolmente a rendere molto più utile il colloquio, prendendo l’iniziativa di conoscere l’insegnante, prima che venga il giorno destinato al colloquio ufficiale.
  • 20
    E’ importante che genitore ed insegnanti abbiano una visione realistica dei risultati di un colloquio. Un fine è evidente; il colloquio dovrebbe dare ai genitori un quadro completo e chiaro del bambino a scuola: come agisce, come si comporta con gli adulti e con i compagni, quali sono i punti deboli e quali le doti, in quali settori ha fatto progressi ed in quali è in ritardo.
  • 21
    Certamente i genitori dovrebbero sentirsi liberi di porre qualsiasi domanda, senza esitare per timore di passare il “limite”. Il colloquio è per la famiglia, l’occasione di avere un rapporto diretto dall’unica persona che è “sul posto”, cioè l’insegnante.
  • 22
    Allo stesso modo, esso dà all’insegnante la possibilità di ampliare le proprie cognizioni sulla vita che il bambino conduce in famiglia e sulle sue esperienze extra-scolastiche: così potrà capirlo meglio.
  • 23
    Per essere realistici, tuttavia, bisogna ammettere che raramente in un colloquio si riesca a passare in rassegna tutti i punti che dovrebbero essere discussi. Al termine di un colloquio, i genitori e l’insegnante dovrebbero essere persuasi che c’è stato uno scambio di informazioni molto utile ed aperto, e che si è spianata la via per ulteriori e forse più utili incontri.
  • 24
    Il colloquio non si fa solo per riferire sull’andamento passato, ma anche per mettere a punto i progetti per il futuro. Ed in questo, occorre molto realismo. L’insegnante ha il pù delle volte una buona capacità professionale e una grande esperienza.
  • 25
    I genitori conoscono bene il proprio figlio, ma nessuna delle due parti può fare miracoli. Durante un qualsiasi colloquio, né i genitori né gli insegnanti potranno ideare o attuare un piano che risolva tutti i problemi del bambino.
  • 26
    Molti incontri dovrebbero concludersi semplicemente col proposito che tanto gli uni che gli altri continuino a pensare e a meditare. Questo è forse il risultato più soddisfacente, anche se non accontenterà coloro che ritengono semplici i problemi della vita.
  • 27
    Una regola fondamentale che genitori ed insegnanti devono imparare assolutamente è quella di andare cauti con le soluzioni troppo semplici: di rado, infatti, esse toccano davvero il nocciolo della questione.
  • 28
    Lo scambio d’informazioni e la volontà di continuare a cercare le soluzioni e ad incontrarsi in via ufficiale e in via amichevole, porteranno ad un miglioramento nella vita di un ragazzo anche se al termine di un colloquio si è avuta l’impressione di aver concluso poco.
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15 agosto 2011 1 15 /08 /agosto /2011 08:33

In quest'articolo vedremo quali sono le più importanti accademie d'arte a Milano.

Lescuoledirecitazione.it

La MAS Academy Music, Arts & Show è una delle più prestigiose e complete accademie di Musical Italiane di Milano. Questa scuola è specializzata nella formazione di professionisti nell’ambito della Musica o anche del Canto e soprattutto nel Musical. Tutti i giovani interessati e motivati a intraprendere la carriera del teatro musicale, possono provare ad accedere tramite le audizioni, Infatti, la MAS svolge dei provini, solitamente in più fasi, così da permettere a più persone di poter partecipare: durante l’estate, da maggio a settembre, ogni mese i docenti della MAS tengono un periodo di audizioni nel quale valuteranno i partecipanti interessati ai courses.

La proposta formativa è ampia e professionale e ha una durata di tre anni organizzata in modo tale da dare più rilievo alla Danza, organizzata in di Classica, Jazz, Sbarra a Terra e Musical Tap, e naturalmente alla Recitazione, che comprende l’insegnamento di altre materie come Dizione, Fonetica, Musical Dramae Show Cases e Dramatic.

Mentre il Canto è organizzato in Canto Corale e Canto Musical. MAS promuove anche molte attività integrative per gli allievi e organizza incontri annuali con gli artisti del Musical di fama internazionale che potranno entrare in contatto con gli allievi per seminari e laboratori.

Accademiaspettacolo.com

L'Associazione Culturale Accademia dello Spettacolo si colloca tra le prime scuole di formazione professionale nell'ambito delle belle arti e dei mestieri dello spettacolo: regia, recitazione, montaggio, fotografia, cameraman, doppiaggio, canto e dizione.

In questi anni l'Associazione Culturale Accademia dello Spettacolo amplia costantemente la propria offerta didattica: la sede di Milano si espande, abbracciando una Sala Teatro e uno Spazio Proiezioni dedicati alle produzioni dell’ Accademia e si avvale di uno studio televisivo interamente dedicato all'insegnamento. Questa particolare attenzione ha permesso all'Accademia dello Spettacolo di raccogliere attorno a sé un interesse maggiore. Inoltre gli allievi provengono da ogni parte del mondo poiché l’Associazione Culturale Accademia dello Spettacolo crede fortemente nell'Intercultura.

Dedalo.org

La proposta dell’associazione è di creare uno spazio pronto ad accogliere iniziative artistiche.

Sono gli associati che danno vita a realizzazioni concrete.

Dedalo ha creato la possibilità d’incontri con artisti italiani e artisti provenienti da tutto il mondo.

Uno sguardo aperto e sensibile agli accadimenti artistici è per Dedalo molto importante.

Il progetto Dedalo non nasce per un arricchimento economico degli associati, ma per un arricchimento umano ed artistico. Dedalo ha un gruppo organizzativo e un gruppo artistico.

Il gruppo organizzativo ha l'impegno di rendere possibili le attività che sono nei desideri e nelle intenzioni degli associati. Il gruppo artistico ha l'impegno di far sì che ogni attività di Dedalo abbia uno scopo creativo.

arte
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